Storia della Scienza e della Tecnica. Dr Anna Toscano PhD

“IL MOVIMENTO AGENTE UNIVERSALE”. IL MOTO ARMONICO DEL COSMO E LA MACCHINA DEI FENOMENI VITALI: GIORGIO BAGLIVI ED IL “De Statice aeris”

Dr. Anna Toscano PhD

1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15

Questa particolare affezione; i sintomi che produceva; le alterazioni che causava nella struttura intima del corpo, alterandone il funzionamento delle parti minime, coagulando le compagini fluide e corrompendo le solide; nonché la precisa cura dei suoi effetti, fornivano a Baglivi un chiaro esempio di quella "inclinazione al moto" alla quale sembrava rispondere ogni "macchina vivente":

<<Ognun sa quanto siano mirabili, quanto vari e quanto incredibili gli effetti del moto. E le generazioni, e le corruzioni e quasi ciascuna delle alterazioni sublunari si fanno per moto. Quelle cose che vivono, che vegetano e che provano sensibili cambiamenti sia di vita che di morte sono in perpetuo moto>> (62)

Pertanto, sosteneva Baglivi, non doveva meravigliare se "mirabili effetti" erano prodotti anche dal più lieve movimento che, per trasmissione, si comunicava nelle zone più remote del corpo. Grazie alle leggi fisiche che rendevano possibile la propagazione del movimento, si era in grado di ridurre alla "norma" una "macchina vivente" che presentasse delle alterazioni nei moti interni delle sue parti.
In particolare il moto velocissimo impresso nell'aria dagli strumenti musicali e comunicato per propagazione alle parti solide e fluide del corpo interessate dall'affezione venefica, permetteva che queste fossero ricondotte alla sanità.
Né doveva destare stupore come onde sonore avessero la forza di

<<sciogliere il coagulo velenoso dagli umori [...] poiché essendo colpito immediatamente [da queste] l'organo dell'udito, molto vicino al cervello, [...] era probabile che i continui e veementi contatti della musica si dispiegassero dalle membrane del cervello fino a penetrare, per moto acquistato, con maggiore agilità nei tuboli dei nervi e delle fibrille, ripristinando il corretto movimento, [alterato dalle tossine], degli umori e delle parti solide>>. (63)

Il suono, per Baglivi, come particolarissima vis percussiva, era in grado dunque di colpire i solidi ed i fluidi con maggior forza ed efficacia, di agire così sulle fibrille del cervello, provocandone la secrezione del succo nerveo, e in questo modo sulle parti solide del corpo, determinando nel contempo una momentanea esplosione ed agitazione che nessun rimedio, capace di agire internamente, sarebbe stato in grado di ottenere.

<<È difficile avere chiara la meccanica colla quale i medicamenti agiscono nella cura dei morbi, se non si abbia notizia della statica dei solidi e dei liquidi, e cognizione dell'equilibrio, delle forze e delle resistenze fra loro [...] La forza ed il potere dei rimedi s'avrà più nel moto, nella figura, nel peso dei loro minimi componenti, che negli sfarzi delle qualità e nella digiuna ed arida attività delle medesime>> (64).

1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15


(62) Ivi, p. 469
(63) Ivi, p. 471
(64) G. Baglivi, Canones de medicina solidorum, in Opera Omnia medico-practica et anatomica, Ediptio septima, op. cit., pp. 355

©Dr. Anna Toscano Ph.D.
Tutti i diritti riservati
Vietata la riproduzione anche parziale, con qualsiasi mezzo, non autorizzata


Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS!