Storia della Scienza e della Tecnica. Dr Anna Toscano PhD

“IL MOVIMENTO AGENTE UNIVERSALE”. IL MOTO ARMONICO DEL COSMO E LA MACCHINA DEI FENOMENI VITALI: GIORGIO BAGLIVI ED IL “De Statice aeris”

Dr. Anna Toscano PhD

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Infatti in nessun modo “un piccolo muscolo”, qual è il cuore, sarebbe stato in grado di perpetuare velocemente ed ininterrottamente la circolazione nello spazio di cento anni, quanto è il tempo che un uomo potrebbe vivere, se i polmoni, a guisa di mantici, con l’ausilio del peso e della forza elastica dell’aria, non lo premessero ed incalzassero continuamente, come per dargli una mano in soccorso, in modo che simile ad uno stantuffo continuasse a spingere i fluidi in un corso perenne. (50)

<<Con la stessa meccanica con la quale l’aria promuove, grazie alla propria gravezza e forza elastica, il corso dei fluidi attraverso i polmoni degli uomini, essa la favorisce negli altri animali, nei volatili, negli insetti ed in ogni genere di viventi; giacchè tutti hanno la stessa comune necessità d’aria. Per la stessa ragione ugualmente l’aria, entrata nelle trachee respiratorie delle piante, scoperte per la prima volta in questo secolo in Italia, perpetua ed eccita la circolazione dei fluidi nelle piante, come lo si può vedere nel De motu animalium di Borelli, stella splendentissima della Romana Accademia>> (51).

Tarantola

IV. G. Baglivi: il Perpetuum mobile nel “De historia, anatome, morsu et effectibus tarantulae”

Nella Prefazione con la quale aveva inizio il Saggio dei quattro libri sulla fibra motrice e morbosa, esponendo l’impianto generale dell’opera, Baglivi strutturava la sua presentazione come una sorta di perfetto vademecum, attraverso il quale il suo pubblico di lettori, che immaginava costituito da giovani medici, dai passi ancora incerti, potesse avventurarsi all’interno di quel tortuoso e spesso amaro labirinto qual’era la pratica clinica. Richiamandosi ai precetti, da lui individuati nella sua Praxi, qualche anno prima, collegandosi idealmente con quanto esposto in quel trattato circa l’indicazione di una clinica quanto più possibile corretta, perché ispirata ai principi dell’osservazione (già invocata da <<Ippocrate il grande>>), della sperimentazione, della ricostruzione storica dei decorsi e delle patologie fino ad allora conosciute, e che non si distaccasse, nelle sue indicazioni terapeutiche, dalle leggi fisiche che sembravano governare tutti i corpi naturali, onde non nuocere ai pazienti, lo studioso ripercorreva il suo personale cammino anch'egli di giovane medico. La sua particolare storia di clinico, che aveva avuto inizio alla fine degli anni 80 del ‘600, e che lo aveva condotto, per approfondire il suo bagaglio di formazione, a lavorare per qualche tempo presso gli ospedali e le università dell’Italia e, per un breve periodo, della Dalmazia, lo aveva portato, con sempre maggiore convinzione, ad affiancare la pratica con un robusto studio sperimentale: le indagini condotte intorno alla struttura della macchina vivente gli avrebbero permesso infatti di poter elaborare un’efficace terapeutica, che avesse ragione dei fenomeni patologici. Solo una conoscenza approfondita dei principi che regolavano la vita di ogni essere vivente, fin dalle sue minime parti costituenti, avrebbe reso possibile formulare una corretta diagnosi, prognosi e cura di quei morbi che ne andavano a compromettere, alterandolo, il corretto funzionamento.

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(50) <<Ad promovendam sanguinis circulationem primario factam esse respirationem, nec non in auxilium cordis, idest ad minuendos labores, & ingentem vim, quæ necessaria ipsi esset ad circulandos humores, clare ac evidenter demonstratur, non solum ex situ cordis in pulmonum medio, vasorum dispositione, aeris  in eos pressione, aliisque hujusmodi, quæ Phisiologi docent; verum etiam ex ipsa cordis mole. Nam nullo modo parvus musculus, qualis est cor, centum annorum spatioque quisque protrahere vitam potest, sanguinis circulationem velociter, & interrupte perpetuaret, ni pulmones sollium adinstar concurrente aeris gravitate & vi elastica continuo premerent illum, & urgerent; & ita veluti manus darent, atque auxilium vicino cordi, ut admodum emboli humores numquam cessante cursu protruderet>>, Ivi, p. 343
(51) Qua mechanice aer per gravitatem, & vim elasticam suam fluidorum cursum in hominibus per pulmones promovet, eadem in reliquis animalibus, volatilibus, infectis, & omni genere viventium, nam omnibus eadem, & communis est aeris necessitas. Eadem quoque ratione trachæas plantarum respiratiorias in Italia primum hoc sæculo detectas ingressus aer, fluidorum circulum in plantis perpetuat, & excitat, ut videre est apud Borrellum de Mot. Animalium, Romanæ Academiæ fulgentissimum sydus>> Ivi, p. 343

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