Storia della Scienza e della Tecnica. Dr Anna Toscano PhD

“IL MOVIMENTO AGENTE UNIVERSALE”. IL MOTO ARMONICO DEL COSMO E LA MACCHINA DEI FENOMENI VITALI: GIORGIO BAGLIVI ED IL “De Statice aeris”

Dr. Anna Toscano PhD

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Baglivi poteva ben affermare che la stessa causa che spingeva l’acqua nelle macchine idrauliche ed il mercurio nel barometro fino ad un luogo determinato, e promuoveva la circolazione ed il moto dei succhi nelle piante, perpetuava anche il corso degli umori che circolavano nei polmoni (45).
Per Baglivi esisteva una sola differenza tra il moto impresso dal peso e dalla forza elastica dell’aria al sangue che circolava per i polmoni, e quello trasmesso ai liquidi contenuti nei tubi: quest’ultimi non ascendevano se non ad una determinata altezza, né sostenevano altro impulso che quello che ricevevano dall’aria pesante (46); mentre il sangue, poiché riceveva la sua massima spinta dal cuore, a causa del quale era costretto a circolare, ed era spinto in vario modo, quando era troppo lontano dal cuore, refluendo da tutte le parti nei polmoni, difficilmente poteva ritornare al cuore e raggiungere il termine della circolazione se non fosse stato spinto e inviato nei polmoni stessi da un’altra causa, <<causa che è stata provata risiedere nella pesantezza dell’aria>> (47).
Che la respirazione poi servisse più di tutto a perpetuare e dirigere in vario modo la circolazione dei liquidi Baglivi lo sosteneva in maniera evidente, servendosi di tutta una serie di osservazioni con le quali aveva costellato il trattato (48).
Né la respirazione era destinata soltanto a spingere il sangue: scriveva Baglivi nel corpo del trattato come << per i moti di questo grande soffietto>> tutta la massa dei fluidi e la compagine dei solidi rimaneva in una perenne vibrazione, grazie alla quale più facilmente e più felicemente si assolvevano le funzioni animali, e con maggiore prontezza i villi carnei dei muscoli obbedivano alle pressioni del cuore propagate per le arterie e per il sangue che vi scorreva; i villi membranosi poi cedevano facilmente alle continue oscillazioni e alle vibrazioni della dura madre, che egli supponeva essere simile ad un altro cuore, principio e centro dei movimenti nelle parti membranose.
Attraverso la pressione del diaframma era risvegliata ed aumentata la circolazione dei fluidi nelle viscere naturali, e soprattutto nel mesenterio <<poiché se così non fosse difficilmente si insinuerebbero per tanti infiniti meandri dei vasi>> (49).
Che la respirazione fosse stata data principalmente per promuovere la circolazione del sangue, come pure per aiutare il cuore, diminuendone le fatiche e il grande sforzo che gli era necessario per far circolare gli umori, Baglivi era sicuro che lo dimostrasse in modo chiaro ed evidente non solo il sito del cuore, posto nel mezzo dei polmoni, ma la disposizione dei vasi, la pressione dell’aria esercitata sui medesimi, e mille altri argomenti simili “insegnati dai Fisiologi”, ma anche le dimensioni stesse del cuore.

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(45) <<Eadem igitur causa, quæ aquam in hydraulicis, & mercurium in barometro ad determinatum locum propellit, circolationemque, & motum succorum in plantis promovet, eadem, inquam, & humorum per pulmones circulantium cursum perpetuat>>, Ivi, p. 341
(46) <<Hoc unum discrimen est inter motum impressum sanguini per pulmones circulanti à gravitate, & vi elastica aeris, & impressum liquidis contentis in tubis: quod hæc non nisi ad determinatam altitudinem ascendunt, nec alium sustinent impulsum, quem illum, quem ab aere ponderante recipiunt: contra sanguis, quoniam impulsum maximum habet à corde, cujus causa circulare cogitur, & variè hinc inde urgetur; quando nimium remotus est à primo mobili, idest ab arcu vibrante cordis, uti est sanguis, qui ab omnibus partibus refluus in pulmonis insinuatur, difficulter ad cor reverteretur, ut circulatiionis terminum attingerert, nisi ab alia causa in pulmonibus ipsis propelleretur, ac promoveretur, quod ab aere fieri probavimus>>, Ivi, p. 341-342
(47) <<Ma per spiegare come l’aria agisca si deve investigare la proporzione esistente fra la gravezza dell’aria e dell’acqua, che da esperimenti condotti risulta la millesima della medesima mole d’acqua, e ottenuta la proporzione della gravezza dell’acqua e del sangue […] si troverà aritmeticamente quanto pesa l’aria che entra nei polmoni e con quanta forza spinga i fluidi che circolano attraverso loro>> <<Sed quomodo id faciat aer investiganda est proportio gravitatis inter aerem, & aquam, quæ factis experimentis ferè est millesima ejusdem molis, quæ habitaque proportione gravitatis aquæ, & sanguinis […] invenietur arithmeticè quantum ponderat aer in pulmones ingrediens, quantaque vi fluida per ipsos circulantia impellat.>> Ivi, p. 342
(48) << Respirationem autem præ cæteris inservire ad circulationem liquidorum perpetuandam, varièque dirigendam, ex observatione quàm nunc referam evidentissime colligitur >>, Ivi, p. 342
(49) <<Neque solum propellando sanguini destinata est respiratio; verum etiam ut hujus magni follis motibus tota fluidorum moles, solidorumque compages in vivida veluti vibratione permanet, quo facilius feliciusque animalis functiones absolvantur, promptiusque villi carnei musculorum pressionibus cordis per arterias, & currentem in eis sanguinem propagatis; vilii vero membranei continuis oscillationibus, vibrationibusque duræ matris, quam nos veluti alterum cor principium & centrum motionum membranosis in partibus supponimus, cedant ac obtemperent. Pressione diaphragmatis circulus liquidorum in naturalibus visceribus præcæteris messenterio excitetur, & augeatur, quippe nisi ea esset, difficile per tot infinitos vasorum meandros percolarentur>>, Ivi, p. 343

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