Storia della Scienza e della Tecnica. Dr Anna Toscano PhD

“IL MOVIMENTO AGENTE UNIVERSALE”. IL MOTO ARMONICO DEL COSMO E LA MACCHINA DEI FENOMENI VITALI: GIORGIO BAGLIVI ED IL “De Statice aeris”

Dr. Anna Toscano PhD

1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15

L’idea che il sangue, mescolandosi con l’aria che enfiava i polmoni, assumesse un moto ondulatorio capace di imprimere così ai movimenti cardiaci la regolarità di un pendolo, fu assunta come la risposta meccanicista ad una domanda sul funzionamento della respirazione, al quale era stata fino ad allora riservata, insieme al quesito sui procedimenti digestivi, una risposta legata ad interpretazioni iatrochimiche.
Scriveva Baglivi nel De statice aeris (14):

<<Avvenendo la respirazione in grazia del sangue, credo di fare cosa grata e necessaria se, prima di descrivere gli esperimenti compiuti intorno al sangue, affronterò brevemente alcuni argomenti che attengono alla respirazione, giacchè l’investigazione intorno ai processi respiratori potranno indicarci la causa che spinge il sangue attraverso la sostanza dei polmoni e lo secerne. La respirazione è un’azione o una forza animale così recondita e astrusa, che in qualunque tempo ha stroncato ogni più felice ingegno di medico nel momento in cui si è apprestato a parlarne. Ed alcuni ritengono che tale difficoltà sia nata dal non aver saputo distinguere, in maniera corretta, la causa dall’effetto e l’effetto dagli strumenti; e si ritiene che, interpretando e confondendo promiscuamente lo strumento per la causa e la causa per l’effetto, si sia data occasione di errori e generata confusione. […] Nell’esame della respirazione si debbono prima distinguere tre cose, ossia la causa, l’effetto e gli strumenti, poi parlare dell’uso. […] Io mi limiterò soltanto a ricercare la causa che spinge e necessita gli animali ed i vegetali a trarre l’aria >> (15).

Il movimento impresso dalla respirazione, considerata da Baglivi come uno strumento “fisico-meccanico” in grado di promuovere e favorire la circolazione del sangue e dei fluidi nel corpo, permetteva che l’intera struttura corporea si mantenesse in una perenne, vivida vibratione, capace di assicurare il compimento delle funzioni vitali, garantendo il mantenimento in vita del corpo. La particolare compagine di fibre che costituivano la struttura corporea sembrava favorire la trasmissione di tale moto in ogni sua propaggine, mentre le particolari fibre carnee dei muscoli, sollecitate dagli effetti meccanici della respirazione, obbedivano così più facilmente agli impulsi motori propagati dal cuore e le fibre membranacee rispondendo più velocemente alle pulsazioni con le quali la dura madre imponeva il moto ai nervi.
Così come avrebbe fatto nel De fibra motrice et morbosa, per la trattazione sulla trasmissione del moto nei corpi alla quale faceva costante ricorso, Baglivi era interessato a richiamare nel De statice aeris, pur prendendone decisamente le distanze, il principio fisico sotteso alla trasmissione del moto attraverso gli urti, enunciato da Borelli nel De vi percussionis (16).

1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15


(14) G. Baglivi, De statice aeris …, in Opera Omnia, op.cit. pp. 331-348. Nel presentare l’opera in traduzione italiana si è fatto riferimento all’edizione contenuta nell’ Opera Omnia pubblicata nel 1704.
(15) <<Quoniam respiratio in gratiam Sanguis facta esse videtur, rem gratam, & maximè necassariam me facturum credo, si antequam experimenta circa Sanguinem peracta describam, nonnulla breviter de Respiratione attingam, utpote cujus investigatio indicare nobis poterit causam, quæ ipsum per pulmonum substantiam impellit, secernitque.
Respiratio est actio, sive vis Animalis, ita recondita, & abstrusa, ut qualibet ætate felicia quæque Medicorum, ingenia fatigavit, cum de illa differere voluerunt. Et difficultatem inde natam esse nonnulli putant, quod in ea explicandi, causam ab effectu, effectum ab instrumentis non rectè distinxerunt: sed promiscue instrumentum pro causa, & causam pro effectu fumentes, ac confudentes, erroribus, & confusioni occasionem dedisse existimantur. […] In examine respirationis […] tria sunt priùs distinguenda, causa nempè, effectus, & instrumenta, deindè de usu differendum. […] sed tantummodò investigationi causæ incumbam, quæ animalia, & vegetabilia ad trahendum aerem impellit et cogit.>>, Ivi, p. 331-333
(16) G. A. Borelli, De vi percussionis liber, Bononiae 1667, De motionibus naturalibus a gravitate pendentibus liber, Regio Julio 1670 e 1672

©Dr. Anna Toscano Ph.D.
Tutti i diritti riservati
Vietata la riproduzione anche parziale, con qualsiasi mezzo, non autorizzata


Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS!