Storia della Scienza e della Tecnica. Dr Anna Toscano PhD

“IL MOVIMENTO AGENTE UNIVERSALE”. IL MOTO ARMONICO DEL COSMO E LA MACCHINA DEI FENOMENI VITALI: GIORGIO BAGLIVI ED IL “De Statice aeris”

Dr. Anna Toscano PhD

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II. <<In natura non esiste nulla di più antico del moto>> (11)

(12) aveva dato alle stampe, dedicandola a M. Malpighi, la sua ampia opera di fisiologia, il Circulus anatomico-physiologicus seu Oeconomia corporis animalis, che fu un vero e proprio trattato di scienza sperimentale al quale Haller dedicò particolare attenzione, sottolineandone più volte il suo impianto critico nei confronti della iatrochimica.
Nel capitolo intitolato De principio vitali Bohn, descrivendo la macchina corporea, sosteneva come la causa dei movimenti spontanei dei muscoli non risiedesse nell’anima rationalis, allo stesso modo come l’anima sensitiva fosse costituita da materia corporea e la causa del mantenimento in vita dell’essere vivente dipendesse dall’immissione di aria.
Una serie di esperimenti di soffocamento condotti su insetti posti all’interno di camere pneumatiche, o anche di occlusione della trachea, come quelli che Malpighi eseguì sul bombice, o come le osservazioni che lo stesso Baglivi andò ripetendo durante le sue sperimentazioni (13), confermavano la centralità della respirazione nel mantenimento della vita, così come del resto sembrava dare ragione l’esperienza condotta su di un animale con torace aperto, che si mostrava in grado di sopravvivere se sottoposto a respirazione artificiale.

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(11) G. Galilei, Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due Nuove Scienze …, in Opere, Rizzoli, Milano-Roma 1936, vol. 2, p. 247
(12) Johann Bohn (Leipzig 20 luglio 1640 - 19 dicembre 1718), medico, dopo aver compiuto i suoi studi a Jena, ritornò a Lipsia nel 1659. Nel 1663 partì per compiere un viaggio di studi nei maggiori centri universitari d'Europa: fu in Danimarca, Olanda, Inghilterra, Francia e Svizzera. Tornato a Lipsia ottenne nel 1668 la cattedra di anatomia. Divenuto nel 1690 Medico della Città di Lipsia, nel 1691 ebbe la cattedra di terapeutica, divenendo nel 1700 Decano della Facoltà. Bohn fu interessato allo studio dell'anatomia del corpo umano e animale. Ammiratore di Malpighi, nei suoi studi si ritrovano osservazioni interessanti, in particolare sulla bile e sui canali biliari, che dimostrano le sue numerose conoscenze ed interessi, che spaziano dalla chimica alla medicina legale. Scrisse le Exercitationes physiologicae XXVI (1668), il De alcali & acidi insufficientia pro principiorum corporum naturalium munere gerendo (1675), le Meditationes Physico-Chymicae de aëris in sublunaria influxu (1678), il Circulus Anatomico-Physiologicus, seu, Oeconomia corporis animalis (1680), le Observationes quaedam anatomicae circa vasorum biliariorum & motum bilis spectantes (1682), l'Observatio atque experimenta circa usum spiritus vini externum in haemorrhagiis sistendis (1683), le Dissertationes Chymico-Physicae, Chymiae finem, instrumenta & operationes frequentiores explicantes  (1685), il De renunciatione vulnerum, seu, vulnerum lethalium examen (1689), il De duumviratu Hypochondriorum (1689), e il De officio medici duplici, Clinici nimirum ac Forensis (1704).
Nel carteggio bagliviano conservato a Uppsala (cfr. A. Toscano (ed.), G. Baglivi Carteggio (1697-1704), op. cit., è conservata copia, a mano di Baglivi, di una lettera dello stesso Bohn inviata a M. Malpighi, e datata 16 settembre 1691, in risposta contro il libro di Giovanni Girolamo Sbaraglia (Bologna 28 ottobre 1641 - 8 giugno 1710), Exercitationes Physico-Anatomicae de recentiorum Medicorum studio. Suddivisa in due Dissertazioni, l’opera di Sbaraglia fu edita tra il 1687 ed il 1693. La prima parte delle Exercitationes fu pubblicata dall’autore col nome di Aristide nel 1687, a Gottinga e Bologna (successivamente Parma, 1690). L'edizione del De recentiorum apparsa a Napoli e Vienna nel 1693 (poi Bologna 1701) contiene, oltre alla prima Dissertazione, la seconda edita col nome di Libanius. Il De recentiorum è un attacco indiretto al concetto di medicina elaborato da Malpighi. Sbaraglia fu uno dei maggiori esponenti dei clinici "pratici" bolognesi che si opposero alle ricerche elaborate da quei medici, come Malpighi e Bellini, che tentavano di applicare alla clinica medica le conquiste conseguite dalla nuova fisiologia e dalla nuova anatomia, mostrando l'inadeguatezza della fisiopatologia galenica. Nella sua opera anonima Sbaraglia cercò di dimostrare come la "notomia delle parti minime" non avesse prodotto nulla di veramente utile per la pratica medica, ribadendo come le esposizioni anatomiche, che mettevano in risalto ogni dettaglio più minuzioso della struttura degli organi, avevano procurato solo <<più onore all'Artista piuttosto che fornire un effettivo vantaggio per la medicina>>. Se Sbaraglia concepiva la medicina principalmente come un'arte osservativa ed intuitiva, basata sulle osservazioni, descrizioni e sulla capacità di intuizione clinica, supportata dalla ragionevole esperienza, Malpighi si faceva assertore di una teoria razionale in medicina, la cui base era costituita dalla microanatomia, in grado di dar ragione dei minimi meccanismi, che erano la causa e la spiegazione della macchina vivente. Pur se consapevole della difficoltà di poter elaborare nell'immediato una clinica che fosse capace di sfruttare le recenti conoscenze fornite dalla nuova anatomia e fisiologia, Malpighi così scriveva nella sua Risposta a Sbaraglia << Occorre fondare la medicina procedendo a priori, cioè dalla cognitione delle cause e del modo mecanico con che opera la natura quando non è impedita, cioè nella sanità, e quando è turbata, che è lo stesso che dire ne' mali>>. Nel libro Oculorum & mentis vigliliae ad distinguendum studium Anatomicum & ad praxim Medicam dirigendam, pubblicato a Bologna nel 1701 sotto suo vero nome, Sbaraglia attaccava, questa volta direttamente, gli scritti postumi di Marcello Malpighi. Cfr. A. Toscano (ed.), G. Baglivi Carteggio (1697-1704) …, op. cit., n. 3, pp. 29-31.
(13) Si veda in particolare il trattato De statice aeris, & liquidorum per observationes barometricas, & hydrostaticas ad usum respirationis explicata (1700), contenuto in G. Baglivi, Specimen quatuor librorum de fibra motrice, et morbosa …, Roma, 1702

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