Storia della Scienza e della Tecnica. Dr Anna Toscano PhD

“IL MOVIMENTO AGENTE UNIVERSALE”. IL MOTO ARMONICO DEL COSMO E LA MACCHINA DEI FENOMENI VITALI: GIORGIO BAGLIVI ED IL “De Statice aeris” (1)

Dr. Anna Toscano PhD

Ritratto di Baglivi
Ritratto di G. Baglivi

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I. premessa: “Il movimento agente universale”

La prima volta che vidi gli oltre 400 fogli che costituivano la raccolta delle carte appartenute a Giorgio Baglivi conservate nella Erik Waller Samling presso la Biblioteca “Carolina Rediviva” dell’Università di Uppsala (2) non potevo immaginare il luogo nel quale il loro studio avrebbe condotto la mia ricerca.
Le 193 lettere “svedesi”, datate tra il 1690 ed il 1704 (3), che integravano la raccolta della corrispondenza bagliviana conservata nella biblioteca di Sir William Osler, custodita a Montreal (4), nella loro composita natura, sembravano costituire un discreto punto di partenza per un’indagine che forse non avrebbe riservato sorprese, ma che sicuramente, per i nomi di rilievo dei corrispondenti che firmavano buona parte delle lettere, avrebbero potuto confermare la ricostruzione del panorama culturale della scienza italiana della seconda metà del seicento, fornendo un’ulteriore prova delle reciproche relazioni ed inferenze della scienza italiana con il La prima volta che vidi gli oltre 400 fogli che costituivano la raccolta delle carte appartenute a Giorgio Baglivi conservate nella Erik Waller Samling presso la Biblioteca “Carolina Rediviva” dell’Università di Uppsala non potevo immaginare il luogo nel quale il loro studio avrebbe condotto la mia ricerca.
Le 193 lettere “svedesi”, datate tra il 1690 ed il 1704 , che integravano la raccolta della corrispondenza bagliviana conservata nella biblioteca di Sir William Osler, custodita a Montreal , nella loro composita natura, sembravano costituire un discreto punto di partenza per un’indagine che forse non avrebbe riservato sorprese, ma che sicuramente, per i nomi di rilievo dei corrispondenti che firmavano buona parte delle lettere, avrebbero potuto confermare la ricostruzione del panorama culturale della scienza italiana della seconda metà del seicento, fornendo un’ulteriore prova delle reciproche relazioni ed inferenze della scienza italiana con il tessuto sperimentale europeo, che proprio nell’ambito medico-biologico italiano ebbe uno dei modelli di riferimento principali.
Tuttavia quella tranche di epistolario che, ad una prima lettura poteva apparire una semplice raccolta di lettere d’ordinaria quotidianità d’un medico di fine ‘600, offriva suo malgrado un particolare che si sarebbe rivelato prezioso per la ricerca: una cospicua sezione del carteggio era “destinata” alla diffusione, in Italia ed in Europa, del De fibra motrice et morbosa di Baglivi e della sua versione ampliata che l’autore tornò a pubblicare nel 1702, a due anni di distanza dalla prima edizione, col titolo di Specimen de fibra motrice et morbosa, attraverso la “complicità” di personalità del tempo (quali Antonio Magliabechi, Guido Grandi, Lorenzo Bellini, Antonio Vallisneri, Antonio Maria Valsalva, William Sherad, William Cole, Walter Harris, Jean-Jacques Manget, Lucas Schröck, Nicolas Andry, Philippe Hecquet).
Quelle lettere rendevano possibile riconsiderare sotto nuova luce l’intero impianto speculativo di Baglivi, imponendo la retrodatazione della genesi del De fibra motrice a circa dieci anni prima della sua pubblicazione, all’epoca cioè del suo viaggio di formazione nei maggiori centri di studio italiani, mentre portava a termine, durante il periodo di apprendistato presso M. Malpighi, la stesura del De Praxi Medica (edito nel 1696).

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(1) Questo saggio è stato presentato col titolo “In natura non esiste nulla di più antico del moto”. Dal moto armonico del Cosmo alla meccanica dei fenomeni vitali: G. Baglivi ed il ‘De statice aeris al Convegno Internazionale “Storia della medicina mediterranea – Giorgio Baglivi” svoltosi a Dubrovnik il 29 giugno 2007
(2) A. Toscano, Catalogo delle Carte di Giorgio Baglivi conservate nella Waller Samling presso Universitetsbiblioteket <<Carolina Rediviva>> di Uppsala, in “NUNCIUS”, a. IX (1994), fasc. 2, pp.683-738
(3) A. Toscano (ed.), G. Baglivi Carteggio (1679-1704). Conservato nella Waller Collection presso la University Library <<Carolina Rediviva>> di Uppsala, "Archivio della Corrispondenza degli Scienziati Italiani", 14, Firenze, Leo S. Olschki, 1999
(4) D. M. Schullian (ed.), The Baglivi Correspondence from the Library of Sir William Osler, Cornell University Press, Ithaca and London, 1974

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