Storia della Scienza e della Tecnica. Dr Anna Toscano PhD

Filosofia e Scienza in Calabria nel ‘600. Dal rinascimento angioino all’oblio iberico

Dr. Anna Toscano PhD

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Questo affiorare di nuovi settori di ricerca che si verificò in quegli anni derivò dai contatti che cominciarono a stabilirsi in maniera proficua fra gli esponenti della cultura ufficiale, i “dotti” che si occupavano di processi chimici, elettrici, magnetici, con gli “omini sanza lettere”, con i tecnici, gli artigiani, e gli strumenti da loro utilizzati e realizzati. E fu proprio su questo terreno di dialogo che si andò definendo la nuova nozione di esperimento e la funzione che ad essi dovesse essere attribuita.
La nuova scienza del Seicento non nacque dunque solo per opera di grandi personaggi, ma venne costruita, diffusa e strenuamente preservata da un elenco assai lungo di professionalità eterogenee: furono professori universitari di matematica ed astronomia, matematici ed astronomi che operavano al di fuori delle stesse istituzioni, medici, navigatori, agrimensori, ingegneri, artigiani, costruttori di strumenti, alchimisti, chirurghi, filosofi naturali, cultori di filosofia meccanica, viaggiatori e “virtuosi”, tutti accomunati da un unico appello a volgere gli studi in modo “diretto” sulla natura, ad avere come guida l’esperienza, a compiere documentate osservazioni, a verificare sempre l’efficacia delle astrazioni. Nella certezza che il sapere così costruito potesse essere nel tempo, e con il contributo delle generazioni future, soggetto ad aumento e a crescita, in un processo di sviluppo mai completamente definibile, ma costantemente integrabile e nella consapevolezza di trovarsi di fronte ad una nuova età culturale. Per ciascuno di essi infatti la nuova visione del sapere non comportava soltanto un riconoscimento della dignità alle arti meccaniche, una nuova idea di progresso, della dignità e delle capacità intellettive degli uomini, una nuova immagine della natura, ma implicava in se la distruzione, gravida di conseguenze politiche, di una tradizionale visione del mondo.
Da oltre quattro decenni è stato da più parti posto in rilievo, ed in modo adeguato, il peso che l’espansione dei traffici marittimi, del capitale mercantile e dell’industria mineraria determinò sulla rivalutazione del sapere tecnico nella cultura di quegli anni. Così come è stata rilevata ormai da tempo l’importanza che vennero ad assumere molti problemi “pratici” a riguardo della nascita e dell’avanzamento di numerose ricerche teoriche e scientifiche.

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