Storia della Scienza e della Tecnica. Dr Anna Toscano PhD

Filosofia e Scienza in Calabria nel ‘600. Dal rinascimento angioino all’oblio iberico

Dr. Anna Toscano PhD

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L’immagine moderna della scienza è ormai talmente connaturata nella nostra cultura, da essere considerata ovvia: come ebbe a scrivere Paolo Rossi (4), siamo costantemente portati ad interpretare la scienza come un dato esterno della cultura, come qualcosa che è esistito da sempre presso di noi. Dimenticando che la nostra immagine della scienza si è andata costituendo gradualmente, mattone dopo mattone, o meglio, granello dopo granello, durante quella grande rivoluzione intellettuale che si verificò in occidente nel periodo storico compreso fra il De Revolutionibus di Copernico e l’Opticks di Newton.
Questa immagine trasse vita faticosamente dalle idee di uomini come Francis Bacon, Galileo Galilei, René Descartes, Marin Mersenne: si fece largo in un contesto nel quale non esistevano, ma insieme ad essa stavano nascendo, la figura, la mentalità, la funzione sociale dello scienziato moderno, il linguaggio e le istituzioni di quel fenomeno storico che all’indomani della Rivoluzione Scientifica sarebbe stato conosciuto come Scienza Moderna.
La Rivoluzione Scientifica fu il risultato di un rinnovamento radicale delle cosiddette “scienze classiche” (matematica, geometria, astronomia, dinamica) e contemporaneamente il nascere di nuove scienze, di nuovi settori della ricerca scientifica, che avevano origine da mestieri precedenti ed erano legati ad una nuova e diversa concezione delle arti meccaniche e del posto assegnato loro all’interno della cultura.

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(4) P. Rossi, L’immagine galileiana della scienza, in Atti delle celebrazioni galileiane (1592-1992), Trieste, Edizioni Lint, 1995, IV, pp. 37-48

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