Storia della Scienza e della Tecnica. Dr Anna Toscano PhD

"Come la cresta di un pavone". Una discussione critica sulle radici non europee della matematica: George Gheverghese Joseph e Srinivasa Ramanujan Iyengar

Dr. Anna Toscano PhD

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Come piccolo esempio di tanto, vale la pena soffermarsi su quanto l’autore scrive nella prefazione alla prima edizione:
<<Nel 1987 visitai il paese natale del matematico indiano Srinivasa Ramanujan. Erano passati cento anni dalla nascita di Ramanujan in una cittadina dell’India meridionale chiamata Erode. Alla sua morte, all’età di trentadue anni, alcuni riconobbero che era un genio, di una grandezza che poteva essere paragonata solamente a quella di matematici vissuti due secoli prima, come Eulero e Gauss. […]
Nel 1976 George Andrews, un matematico americano […], in una biblioteca dell’Università di Cambridge […] trovò per caso centotrenta pagine fitte di appunti che rappresentavano il lavoro di Ramanujan durante il suo ultimo anno di vita a Madras. […] Le ricchezze contenute [in quello che fu conosciuto come] il “Taccuino perduto” […] hanno contribuito all’elaborazione di uno dei concetti più rivoluzionari della recente fisica teorica [applicati in cosmologia]: la teoria delle superstringhe [...].
Uno studio del 1914 di Ramanujan su “Equazioni e approssimazioni a π” venne utilizzato qualche anno fa nella programmazione di un computer per valutare π a un livello di precisione mai raggiunto in precedenza (milioni di cifre decimali)>>. Per Gheverghese Joseph <<l’aspetto più appassionante del lavoro matematico di Ramanujan rimane il suo metodo. Scarsamente istruito in matematica moderna e isolato per la maggior parte della vita dal lavoro che si stava eseguendo alle frontiere di questa disciplina, ottenne tuttavia risultati di qualità e durata tali da mettere sempre più in ombra qualche suo eminente contemporaneo […] Lo stile di Ramanujan nel fare matematica era molto diverso da quello del matematico tradizionale, allenato al metodo di dimostrazione deduttivo e assiomatico>>. Egli si limitava a trascrivere nel suo “taccuino” i risultati raggiunti, mentre era del tutto assente qualsiasi dimostrazione o verifica sottesa alle conclusioni semplicemente enunciate. Il che risultava del tutto coerente con la tradizione indiana e cinese, secondo la quale i matematici esponevano soltanto i risultati, lasciando che fossero i loro studenti, incoraggiati così a sviluppare contemporaneamente capacità critiche e creative, a formulare dimostrazioni orali o commenti scritti. Mentre Gheverghese Joseph lavorava al volume The Crest of Peacock, la vita e l’opera di Ramanujan gli sembravano istruttive perché sollevavano molti interrogativi interessanti per uno studioso.

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Biblia Impex Ltd, New Delhi 1971; Van Sertima I., Blacks in Science, Transactions Books, New Brunswick 1983

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